
Aumentare la durata della Batteria Per Notebook del notebook è molto importante per chi viaggia spesso e non ha sempre a disposizione una presa elettrica a cui collegare il portatile. Più in generale il problema della durata della batteria è un problema di tutti gli utenti abituati ad usare un notebook e non un computer fisso. Dopo diverse cariche infatti la batteria inizia a diminuire nelle sue prestazioni, garantendo un tempo di autonomia sempre minore. Per limitare i danni di questo problema si può usare un software come Aerofoil che ci aiuti in una corretta gestione della 462889-121 del computer.
Aerofoil è un software gratuito prodotto dalla Silent Development creato per prolungare la durata della batteria dei notebook con i sistemi operativi Windows Vista o Windows Seven. Le sue caratteristiche ci permettono di gestire e controllare alcuni parametri che influenzano la Batteria HP 462889-122 come ad esempio:
gestione e disabilitazione dell’interfaccia Aero Glass
disabilitazione dell’audio
gestione dei profili del risparmio energetico
tasto di scelta rapida per mandare il sistema in sospensione
Una funzione molto utile è l’icona nella barra delle applicazioni che cambia colore a seconda del metodo di alimentazione usato in quel preciso momento. La gestione corretta di questi parametri ci permetterà di allungare la durata della Batteria 462889-141 del notebook regalandoci un po’ di tempo in più per poter usare il nostro computer. L’aumento della durata non sarà esponenziale ma sarà sicuramente utile. Aerofoil è un’utility molto leggera ed è disponibile in lingua inglese ma il suo utilizzo è molto intuitivo e semplice anche per gli utenti meno esperti. Se invece cercate un programma per monitorare la HP 462889-142 del laptop consigliamo BattCursor.
La batteria, e quindi l’autonomia di un portatile, è spesso fattore determinante nella scelta di un notebook.
Vediamo di far chiarezza su tecnologia, falsi miti e consigli sensati per cercare di preservarne l’autonomia e sfruttare al massimo le potenzialità di mobilità dei pc-portatili
Storia e tecnologia
Le Batteria 462889-261 elettriche, dal primo rudimentale prototipo che fu la cella voltaica del nostro Alessandro Volta del 1800 ad oggi, sono state un elemento catalizzante, e spesso taciuto, della rivoluzione della mobilità e della portabilità, dall’orologio sul nostro polso al cellulare al notebook.
In effetti le batterie ci circondano in numero ben più cospicuo di quanto ci si possa immaginare.
Ma cos’è una batteria? Facendo storcere un po’ il naso agli ingegneri elettrici, una 462889-421 altro non è che una serie di strati di materiale differente che, in ragione delle loro caratteristiche chimico-fisiche, in particolari condizioni innescano un flusso ininterrotto di elettroni trasmesso poi ad apparecchi esterni. Questo a patto che tra i 2 strati si conservi una “differenza di potenziale”, cioè la forza spingente che da luogo al processo e che tende ad esaurirsi con l’uso (il classico fenomeno della HP 462889-541 che si scarica) e che non vi sia eccessiva “resistenza” che ne impedisca il verificarsi.
La tecnologia a lungo più usata è stata quella basata sull’accoppiata nickel-cadmium (NiCD): economiche, con un numero di cicli di carica/scarica elevati, hanno assolto per lungo tempo le principali richieste dell’utenza.
Gli anni 90 hanno però in primo luogo significato il boom della telefonia portatile, e poi la portabilità come concetto si è estesa a tutta una serie di apparecchiature neanche lontanamente concepibili fino a qualche anno prima.
E’ con l’avvento di nuove apparecchiature che sono nate nuove esigenze a cui l’industria chimica ha risposto con lo studio di nuovi materiali, e quindi con Batteria 462889-741 basate su nickel-metal-hydride (NiMH): tale tecnologia consente una maggiore densità, fino al 30-40% in più rispetto alle nickel-cadmium.
Il risvolto della medaglia sta in una serie di limitazioni legate ad un arco di vita più breve e di una maggiore “sensibilità” alle basse o alte temperature. Soffrono poi più delle nickel-cadmium del fenomeno di self-discharge: in pratica dopo 2-3 mesi tendono a scaricarsi a prescindere dall’uso, come vi sarà capitato spesso di constatare con le ricaricabili della fotocamera.
Entrambe le tecnologie soffrono inoltre del cosiddetto “effetto memoria”. Questo consiste nella formazione di microcristalli tra le superfici in Nichel e Cadmio per la prima, e della solo superficie in Nichel delle NiMH, che di fatto aumentano la “resistenza” impedendo un corretto flusso degli elettroni e sminuendo la capacità complessiva della HP 462889-761 .
Il NiMH è stato il tipo di batteria che ha equipaggiato i primi notebook, ma anche un’ampia gamma di cellulari. Oggi tutte le moderne apparecchiature (pc-portatili inclusi) si giovano di una tecnologia, la Batteria 462890-121 lithium-ion (Li-ion) o agli ioni di litio che, nata in parallelo al NiMH, è stata proposta per la prima volta sul mercato nel 1991 da Sony e col tempo ha subito notevoli miglioramenti.
I vantaggi che l’hanno resa la tecnologia più adottata nel mondo dei notebook sono legati alla maggior densità di immagazzinamento: almeno il doppio rispetto alle Ni-CD ma con possibilità di aumentare ulteriormente tale fattore. Batteria HP 462890-141 , Altro punto a favore è che soffrono molto meno del fenomeno di self-discharge, senza contare la loro più facile manutenibilità: non richiedono infatti particolari accortenze in termini di cicli di carica/scarica in quanto esenti dal problema dell’effetto memoria sopra descritto.
Le HP 462890-142 al Litio presentano dei costi di produzione maggiori a causa della presenza di un circuito di protezione interno, necessario affinché sia preservato il corretto voltaggio in fase di carica e scarica, in quanto eventuali picchi di tensione potrebbero compromettere irreparabilmente la bontà della batteria.Nella figura sotto dei grafici esplicativi della maggior bontà delle caratteristiche delle Li-ion rispetto alle NiMH.
Analizzeremo ora le cose vere e non vere sulla 462890-151 .
Luoghi comuni e cose da fare/non fareCapiti i vantaggi che presentano le Batteria 462890-241 Li-ion che equipaggiano i notebook, così come palmari o cellulari, occorre sfatare alcuni miti che sono reminescenze di un passato legato a tecnologie come quelle NiMH che troppo spesso si sentono dal negoziante di fiducia o si pongono come verità assolute sui forum tecnici.
Ecco elencati i falsi assiomi sulle batterie Li-ion:
-Le cosiddette ricariche miracolose, in grado di allungare la vita della HP 462890-251 , non esistono
-Le batterie Li-ion non necessitano, se nuove, di una prima ricarica di 24h come per le NiMH, che anzi mette in forte stress il circuito di protezione
-Tali HP 462890-761 presentano il massimo della durata sin dalla prima ricarica
-Non occorre scaricare completamente la batteria prima di ogni ricarica anzi, laddove possibile, meglio evitare.
-Le batterie non si caricano continuamente se attaccate il notebook alla rete elettrica: il sofisticato circuito di protezione di cui dispongono eviterà che ciò accada.
Ed allora cosa fare per cercare di mantenere al meglio lo stato delle 484170-001 che nei notebook sono accessori di ricambio anche piuttosto costosi? In effetti, se non miracoli, qualcosa la possiamo fare comunque, fermo restando un naturale esaurimento delle potenzialità di una batteria che avviene per fisiologica “vecchiaia”, più che per una modalità d’uso errata o ritenuta tale, e che le rende da sostituire non oltre i 3 anni.
Ecco qualche consiglio per migliorare la longevità delle Batteria 484170-002 dei nostri notebook:
-Anche se sconsigliata una ricarica lunga, meglio, per una batteria nuova o che sia stata inutilizzata per diversi mesi, lasciarla caricare il doppio circa del tempo normale per resettare il circuito di sicurezza ed esser certi della sua completa ricarica
-Evitare cicli di carica/scarica completi e frequenti, anzi se possibile ricaricare la HP 484171-001 solo parzialmente e prima che scenda sotto il 20% di livello di carica.
-Ogni 20-30 cicli “parziali” lasciar scaricare completamente e ricaricare al max la batteria: ciò al fine di resettare il circuito elettronico e garantirsi un monitoraggio più veritiero dell’effettivo stato di carica
-Evitare lunghi periodi di inattività: anche se non spinti da reali esigenze usare la batteria almeno una volta al mese
-Se si prevede di non usare la 485041-002 per un periodo piuttosto lungo conservarla attorno al 40% di carica (salvo diversa indicazione del costruttore) e a temperatura di circa 15°C in ambienti privi di umidità
-Le temperature elevate sono nemico giurato della longevità delle batterie nei notebook: evitate l’uso subito dopo la ricarica (che verosimilmente ne aumenta la temperatura) o in luoghi particolarmente afosi
-Se usate spesso il notebook attaccato all’alimentazione elettrica staccate la batteria: non ci saranno problemi di sovraccarico ma il calore prodotto dagli altri componenti non sarà certo salutare.
Lo stato di salute di una batteria può essere monitorato tramite lettura del “wear level”, o, per dirla con idioma italico, “livello di usura”. Il livello di usura da un’indicazione della percentuale di capacità massima teorica che la batteria, per sopraggiunta usura, non riesce più a sfruttare: ad esempio se la batteria da nuova ha una capacità di 100 mWh, ed il wera level è pari al 5%, questo significa che la capacità effettiva della batteria allo stato attuale è pari a 95 mWh. Un uso corretto (e non intensivo) della batteria dovrebbe consentirvi un livello di usura non superiore al 10% a distanza di 1 anno dall’acquisto.
Tale valore è monitorabile tramite appositi software: uno di questi, gratuito, è Mobile Meter che potete trovare nella nostra sezione Download: tale software fornisce le indicazoni suddette nelle opzioni del programma, nel tag “battery information”, ed è un’indicazione che vi consiglio di valutare come indicatore dello stato di usura generale, oltre che della batteria in sè, quando vi accingete ad esempio ad acquistare un notebook usato.



